Andare all’estero con cani e gatti


A cura di Geraldine Meyer

 

Quando si decide di andare all’estero c’è qualcuno che, membro della famiglia a tutti gli

effetti, necessita di una sua documentazione: il nostro cane o il nostro gatto. Sempre più

lettori ci chiedono informazioni a questo riguardo primo perché sempre più persone convivono

con un amico a quattro zampe, secondo perché sta, per fortuna anche in Italia, cambiando la

percezione e il rapporto che si ha con gli animali domestici. Vediamo dunque di iniziare questo

viaggio nella legislazione che regolamenta gli spostamenti di piccoli animali. Intanto per comodità

di esposizione prendiamo in considerazione un viaggio o un eventuale espatrio solo con piccoli

animali: la legge italiana con questa definizione intende cani, gatti e furetti. Cominciamo

poi con il capire cosa serva se il viaggio è all’interno della Comunità Europea. In questo

caso le prime procedure a cui adempiere sono l’iscrizione all’anagrafe e l’applicazione

(del tutto indolore) di un microchip seguite dalla vaccinazione antirabbica. Dopo di che

si può avere il rilascio del passaporto. Quest’ultimo documento ha un formato standard per

tutti i paesi europei e riporta tutti i dati anagrafici dell’animale, alcuni dati del

proprietario ed eventualmente, le varie visite, terapie e vaccinazioni a cui è stato

sottoposto il nostro piccolo amico. Per il Regno Unito, la Svezia e Malta potrebbero essere

necessari dei controlli aggiuntivi così come per viaggiare nei paesi extracomunitari.

 

Per questo è necessario rivolgersi alle singole Ambasciate o Consolati perché la legislazione

è diversa da paese a paese, cambia in continuazione e queste due istituzioni sono le uniche

che possono rilasciare l’elenco completo della documentazione necessaria.

 

Allora, entrando un po’ più nello specifico consideriamo che le procedure per far sì che

il nostro animale ottenga il passaporto possono non essere velocissime; il consiglio è

quello quindi di muoversi per tempo se si decide di viaggiare o espatriare con il proprio

animale. Sia l’applicazione del microchip, sia la richiesta del rilascio del passaporto

avvengono presso un ambulatorio veterinario facente parte dell’ASL mentre per iscrivere

il nostro quadrupede all’anagrafe bisogna recarsi al comune di residenza del proprietario.

Come dicevamo prima, Regno Unito, Malta e Svezia vogliono obbligatoriamente il microchip

e non il tatuaggio, e un esame ematico fatto presso una struttura che sia riconosciuta

dalla Comunità Europea e che attesti la presenza di anticorpi contro il virus

della rabbia: questa ulteriore prova deve essere effettuata circa trenta giorni

dopo la vaccinazione.

Per gli Stati Uniti consigliamo di rivolgervi al U.S. Department of Agriculture 14th & Independence Ave. SW, Washington, D.C. 20250

sito internet www.aphis.usda.gov/travel. Per le nuove normative introdotte in Inghilterra  può essere utile consultare la pagina web

del DEFRA – Travelling with pets che ha pubblicato una guida dal titolo “Bringing pets into the UK after 1 January 2012″

 

Per l’Australia le cose cambiano ulteriormente e, oltre a quanto vi diranno in Ambasciata

(rivolgetevi a loro assolutamente) tenete presente in linea di massima che:

 

1) la legge australiana sostiene che cani e gatti possono essere portati nel paese per un

periodo superiore ai 60 giorni ma inferiore all’anno. Per questo dovrete fare presente in

Ambasciata che se pensate di trasferirvi definitivamente in Australia il vostro animale

deve poter stare con voi anche oltre quel termine.

 

2) Il vostro animale deve avere fatto già le vaccinazioni contro il cimurro, l’epatite,

la parvovirosi, la leptospirosi e la tosse canina. Considerate il periodo e la scadenza

delle stesse perché in Australia è previsto un periodo di quarantena. Poi anche qui sarà

necessario un esame del sangue che certifichi una quantità sufficiente di anticorpi.

Dopo tutto ciò si può fare richiesta per l’Australian quarantine inspection service.

E non finisce qui. Se la domanda viene accettata vi verrà rilasciato un certificato

che dovrà essere compilato da un veterinario e da un secondo medico di base all’aeroporto.

Prima della partenza, un mese prima per l’esattezza, il vostro animale dovrà nuovamente

subire un prelievo di sangue per accertare l’assenza di leptospirosi, brucellosi e ehrlichiosi.

 

Per alcuni paesi, come l’Indonesia e zone del Sud Est Asiatico le trafile possono essere

snervanti dal momento che, oltre ai certificati di vaccinazione antirabbica può essere richiesto

un permesso di importazione rilasciato dalla Direzione per la Salute degli

Animali della Direzione di Zootecnia, e una lettera di raccomandazione rilasciata

dal Servizio Veterinario Provinciale del luogo di destinazione. E non finisce qui.

Per questo è FONDAMENTALE rivolgersi alle Ambasciate per non trovarsi sprovvisti

della documentazione necessaria. Se pensate di non avere il tempo per seguire tutta

le pratiche necessarie c’è un servizio offerto da una struttura che trovate

al sito www.ipata.com. Purtroppo non è affatto a buon mercato ma potrete star

certi che nulla sarà lasciato al caso e veranno fatte tutte ma proprio tutte le pratiche necessarie.

Ma se queste sono le pratiche necessarie per viaggiare con i propri animali non possiamo trascurare

un capitolo altrettanto importante e cioè quello legato al trasporto. E questo è un punto importantissimo per capire come e in che condizioni potrà/dovrà viaggiare il vostro amico.

 

In genere se l’animale è di piccola taglia può viaggiare in cabina all’interno

di un apposito trasportino. Se la taglia supera

i 10 kg l’animale deve necessariamente viaggiare nella stiva.

E qui il consiglio che vi diamo, quasi

una necessità a dire il vero, è contattare le singole compagnie aeree per avere informazioni dettagliate

sia sul tipo di gabbia richiesta e, se possibile, su due parametri fondamentali per la salute dell’animale

e cioè temperatura e pressione della stiva: con questi dati in mano consultatevi con il veterinario per

capire se vi sono accorgimenti da prendere per far sì che il vostro animale non abbia alcun problema d

urante il volo. E prima di prenotare fate un calcolo di quanto ogni compagnia

vi fa spendere: i costi possono variare da vettore a vettore; ogni compagnia

infatti utilizza parametri diversi a seconda del peso e della destinazione finale del vostro viaggio.

La cosa essenziale è iniziare a informarsi con largo anticipo perché le procedure

possono richiedere del tempo. Inoltre non smetteremo mai di raccomandarvi di consultare

le Ambasciate dei paesi di destinazione perché le condizioni sanitarie dei paesi

extra europei sono stabilite dai singoli paesi e possono cambiare. Una cosa comoda da

fare è, prima di rivolgervi agli uffici competenti dei singoli paesi, consultare la

pagina dedicata all’argomento che si trova sul sito del Ministero della Salute.

Qui sono elencate tutte le procedure principali e una lista di paesi con la relativa

indicazione della documentazione richiesta. È sicuramente un primo approccio informativo all’argomento.

 

 

Tratto da:

http://www.voglioviverecosiworld.com/curiosita/il-web-e-grande/andare-all-estero-con-cani-e-gatti