Il comportamento del cucciolo durante la crescita


ALCUNE NORME E PRATICI CONSIGLI PER CRESCERE E RAFFORZARE IL

CARATTERE E L’AUTOCONTROLLO DEL CUCCIOLO

Primi mesi: tanta curiosità e bisogno di protezione
Il  cucciolo prima dell’adolescenza – periodo che varia nelle diverse razze, tra i 6 e i 12 mesi – si esprime essenzialmente in modo “et-epimeletico”, parola difficile che gli etologi utilizzano per indicare tutti quei comportamenti tesi a chiedere protezione e cura, come stare vicino, mettersi sul fianco, spingere con la zampa anteriore, porsi a pancia in su, leccare il viso.

Tali atteggiamenti sono l’esatto contrario di quelli conflittuali – come mostrare i denti, ringhiare, spingere, montare – a tal punto che una volta diventato adulto il cane si avvale dei segnali et-epimeletici per pacificare. Il cucciolo pertanto ci appare come inoffensivo e indifeso, pacifico per antonomasia, e anche le sue forme – gli occhi grandi e lucidi, la testa sferica, il mantello vaporoso, gli arti corti – contribuiscono a suscitare in noi tenerezza, desiderio di coccolarlo e proteggerlo, anche a rischio di essere con lui fin troppo accondiscendenti.

Il gioco
Il cucciolo inoltre è fortemente portato al gioco, è molto reattivo e vitale, un vero e proprio tripudio di energie cognitive e motorie che, associate all’imprecisione e all’incompetenza della sua tenera età, lo rendono buffo innescando in noi atteggiamenti di benevolenza.

Di lui apprezziamo l’accesa curiosità, che lo porta a esplorare ogni pertugio e a interagire con ogni oggetto, e parallelamente amiamo quel rifugiarsi in noi ogni volta che prova il più piccolo timore. Essere la sua base sicura è per noi un’importante conferma affettiva, capace di ricambiare con ampio margine di guadagno i piccoli fastidi che ogni cagnolino inevitabilmente causa.

Una base sicura deve essere una guida
I cuccioli ci gratificano e questo rischia il più delle volte di farci dimenticare l’indispensabile compito educativo che viceversa siamo chiamati ad assolvere nel primo anno di vita del cane. Il cucciolo infatti esplora non soltanto il mondo ma anche e soprattutto le relazioni, cercando di capire cosa può fare e cosa no, come comportarsi per ottenere dei benefici, quale il modo e le regole di interazione che valgono all’interno del gruppo.

Ecco quando dargli le indicazioni decisive
E’ questo il momento giusto per impartirgli insegnamenti precisi circa il modo corretto di comportarsi,evitando di lasciarsi prendere solo da quella tenera e scherzosa benevolenza che giustamente accordiamo ai cuccioli. Il rischio che corriamo è di far credere al cane che quello è il comportamento accettato dal gruppo, che per lui non ci sono regole perché può fare ciò che vuole, rendendolo così incapace di negoziare le istanze, rassegnarsi di fronte a un proposito, accettare delle regole condivise.

Si tratta un problema che inizia a manifestarsi in modo fastidioso in preadolescenza – il cucciolo è ipercinetico e testardo, abbaia in modo insistente se non viene considerato, prende con la bocca e strappa – per poi assumere connotati molto più problematici e preoccupanti nel periodo della maturità sessuale.

In fondo siamo stati noi a favorire quel “caratterino”, con la mancanza di coerenza nel correggere i suoi comportamenti, avendoli tollerati perché da cucciolo fanno sorridere, avendo mancato in costanza nel definire regole, abitudini e stili di vita accettabili.

Educare prima dell’adolescenza
L’adolescenza porta in superficie, rendendoli più acuti e problematici, tutti gli errori che abbiamo commesso prima, astenendoci da quel compito educativo iniziato sotto le ali materne. Nei primi due mesi di vita la mamma, al contrario di noi, è inflessibile col cucciolo, insegnandogli a gestire la frustrazione, a rispettare turni e gerarchie, a negoziare le istanze, a controllare la propria forza soprattutto nel morso.

Per questo c’è una differenza incredibile tra un cane che ha potuto trascorrere tale periodo con la mamma e uno tolto prematuramente dalla cucciolata: quest’ultimo ci appare indisciplinato, egocentrico, caparbio, incontrollato e fuori misura in tutte le sue espressioni.

Da molti anni gli studiosi di scienze comportamentali raccomandano di lasciare il cucciolo per i primi due mesi di vita con la mamma proprio per prevenire quel profilo di indisciplina che crea difficoltà relazionali ancor prima dell’adolescenza: perché il cucciolo tende a mordere anche solo per giocare ma stringe troppo e fa male, perché è irrefrenabile nei suoi proponimenti e non si riesce mai a farlo desistere, perché si pone in modo conflittuale se si cerca di fermarlo, perché incapace di autocontrollo e di stare calmo e quindi risulta ingestibile in casa come fuori in passeggiata.

Imparare da subito la socialità
Un altro errore che molti proprietari fanno è quello di tenere il cucciolo nei primi mesi dopo l’adozione relegato in casa, non consentendo il processo di socializzazione con le altre persone e con gli altri cani.

In breve tempo il nostro cane svilupperà una sorta di diffidenza verso gli estranei che lo porterà a mettere in atto comportamenti ambivalenti, come minacciare e arretrare, abbaiare contro e rifugiarsi vicino alle nostre gambe, mostrare i denti e mettere la coda tra le zampe.

Se per un malaugurato motivo in uno di questi eccessi contraddittori il cane arriva a mordere ottenendo l’agognato allontanamento dell’estraneo, il rischio è quello di trasformare questo gesto come una ricetta solutiva utile da usare tutte le volte che il soggetto si sente in difficoltà.

Anche per questo non smetterò mai di raccomandare i proprietari di evitare di confinare il cucciolo in casa o nel giardino ma di portarlo a conoscere il mondo esterno a partire dal primo mese post-adottivo. Una buona soluzione per questo apprendistato sociale sono le puppy class, percorsi tutorati da medici veterinari ed educatori cinofili dove più coppie persona-cucciolo si incontrano e imparano le regole corrette di relazione. In fondo è proprio la natura sociale del cane a richiedere un apprendistato educativo capace di trasformare le propensioni interattive tipiche della sua etologia in vere e proprie competenze relazionali.

Alcune regole sempre valide

  • Per diventare una guida per il proprio cane gestendo le iniziative e dandogli delle regole con dolcezza ma con fermezza
  • Evitare l’utilizzo della bocca come coordinata interattiva: esagerando con i giochi di tira-molla, incentivando la presa con il salto nel ruba bandiera con oggetti, mettendo continuamente le mani nella bocca del cucciolo, facendo giochi predatori con le mani o con il corpo
  • Non accrescere la possessività evitando di portare via al cucciolo gli oggetti di bocca senza esercitarsi nello scambio, dare al cucciolo troppi giocattoli da difendere, mettergli a disposizione degli oggetti come certe ossa che evocano una forte possessività
  • Affidarsi al medico veterinario. Finché il cane è cucciolo tutto sembra poco preoccupante ma si tratta di un errore grave, occorre intervenire con tempestività chiedendo consiglio al proprio medico veterinario al fine di correggere prima che il cane raggiunga quel periodo estremamente difficile che è l’adolescenza.

 

di Roberto Marchesini (fonte Petsandthecity.it )