IL NOSTRO AMICO BASSOTTO, consigli del veterinario


IL NOSTRO AMICO BASSOTTO, consigli del veterinario

 

Dott. Roberto Farkas

Medico Veterinario Libero Professionista, Roma

farkas.roberto@gmail.com

 

 

La sagoma di un bassotto è sicuramente tra le prime immagini che la parola “cane” può richiamare alla mente. Le sue peculiarità fisiche lo rendono praticamente inconfondibile, e chi li conosce sa che anche il carattere, l’espressività e l’energia di questa razza sono singolari.

Nato per la caccia (nella quale esprime tutta la sua tenacia ed energia all’inseguimento di volpi, lepri, tassi e conigli che stana anche dai nascondigli più inaccessibili, ma anche di prede molto più grandi e pericolose come i cinghiali), nei secoli scorsi questo coraggioso e volitivo cagnolino era perfettamente a suo agio tra le boutique delle grandi città come sui campi da golf, sul ponte di una nave o tra le scuderie di una residenza di campagna. Icona tanto dell’aristocrazia terriera quanto della intraprendente borghesia mercantile, tal quale è arrivato ai giorni nostri, compagno di vita e, talvolta, vero tornado in formato ridotto.

Tutti i fortunati proprietari di bassotti sanno quanto essi possano essere al tempo stesso inesauribili e pigri, temerari e timidi, forti e fragili. Dicotomie ben rappresentate dalla loro conformazione fisica e dai ben noti problemi ad essa correlati. Le zampe corte e muscolose ed il dorso lungo e flessuoso invitano ad una sfrenata attività fisica, ed il bassotto non si fa certo pregare per questo. Non molto, almeno. Purtroppo, però, le zampe e la colonna risentono molto dei salti e delle manovre azzardate, soprattutto quando il bassotto non pratica attività fisica regolarmente e, come spesso accade, è in sovrappeso. Traumi a gomiti e ginocchia e, soprattutto, le temute ernie del disco preoccupano non poco ogni proprietario di bassotti.

Senza addentrarci nei dettagli clinici, nella classificazione in tipi e gruppi e nella patogenesi, vorrei puntare l’attenzione su alcuni argomenti più generici ma tutti accomunati da una fortissima influenza sulla genesi, l’andamento e l’esito di tali patologie.

Esistono almeno tre punti critici, nel percorso che porta da un futuro proprietario ad un felice proprietario di bassotti, a livello dei quali si può intervenire per minimizzare il rischio di un problema come l’ernia del disco: Selezione, Movimento ed Alimentazione.

La selezione prece l’acquisto: occorre documentarsi bene sulla razza e le sue caratteristiche, valutare se sia verosimilmente compatibile con le nostre abitudini, esigenze e possibilità, in termini di tempo, spazio ed attenzioni da dedicargli. E questo, ovviamente, non vale solo per i bassotti, ma per ogni animale domestico che si decida di acquistare o adottare.

Sarebbe opportuno chiedere sempre il parere di un medico veterinario, prima dell’acquisto o dell’adozione di un cane ma, purtroppo, questa buona abitudine non è molto diffusa.

Quello che potrebbe diventare il “vostro” veterinario saprà certamente darvi ogni chiarimento in merito ai dettagli dell’acquisto/adozione, indicarvi i particolari su cui puntare l’attenzione per evitare spiacevoli sorprese e guidarvi nella scelta del cane giusto per voi.

Il bassotto ha una predisposizione di razza (rientra, infatti, tra quelle condrodistrofiche, cioè predisposte alla precoce degenerazione dei dischi intervertebrali) e, soprattutto, una predisposizione familiare per l’ernia del disco. Conoscere i parenti più prossimi, ad esempio i fratellini di cucciolate precedenti, del vostro bassottino potrebbe darvi un’idea della sensibilità di quella linea di sangue nei confronti di tale patologia.

La predisposizione del bassotto per l’ernia del disco non implica necessariamente che tutti i bassotti avranno inevitabilmente delle ernie discali, ma deve accentuare l’attenzione dei proprietari sulla prevenzione, cioè sugli altri due “punti critici” della nostra trilogia.

La corretta alimentazione del vostro cane, di qualsiasi cane, ma anche di qualsiasi essere vivente uomo compreso, è il più semplice ed economico mezzo per evitare di vedere troppo spesso un medico. Prevenire è meglio che curare, come si dice, e la migliore prevenzione si fa a tavola o, nel nostro caso, in ciotola.

Sulla qualità e quantità del cibo da somministrare ai nostri amici quadrupedi si possono scatenare diatribe infinite con i proprietari, come tutti i colleghi ben sanno.

Si può concordare sulla scelta di cibi di buona qualità: quelli di scarsa qualità sono “facili” da comprare e somministrare, ricchi di additivi che aumentano l’appetibilità e poveri di elementi nutritivi bilanciati che alzano la qualità e quindi il prezzo (più o meno la differenza tra la merenda della nonna e quella del celebre mugnaio…). Molto più difficile è trovare un accordo sulla quantità dei pasti, e soprattutto dei “fuoripasto” dei nostri pazienti.

Oltre a tutte le patologie collegate al sovrappeso, che già da sole possono ridurre fino a 3 anni l’aspettativa di vita del vostro cane (fate la proporzione tra i 15 anni di vita di un cane e gli 80 di un uomo e verificate quanto perdereste voi, a ruoli invertiti), anche per la colonna vertebrale, e per tutte le articolazioni in genere, i problemi aumentano con i chili di troppo. E per un bassotto, che dovrebbe essere un cane muscoloso ma longilineo, il “troppo” è veramente dietro l’angolo.

Sulle confezioni sono sempre indicate le razioni giornaliere da somministrare, fatevi consigliare dal vostro veterinario la corretta quantità e suddivisione dei pasti in rapporto all’età ed alla condizione fisica del vostro amico. La valutazione degli indici di forma fisica del cane è abbastanza semplice da eseguire e, spesso, molto più obiettiva di qualunque bilancia. Se il profilo del vostro amico comincia a diventare anche solo un po’ pieno nei punti critici è già ora di correre ai ripari!

L’alimentazione va a braccetto con l’età ed il livello di attività fisica del vostro cane. I giovani sono in crescita ed anche molto attivi, hanno bisogno di più energie. Gli adulti sono nel pieno delle possibilità fisiche, al massimo della forma, ma hanno completato lo sviluppo ed i fabbisogni si riducono: anche se si muove come quando aveva un anno, un cane di quattro non ha le stesse necessità alimentari. I soggetti più maturi e gli anziani cominciano a rallentare il passo, a volte sono più pigri e vanno stimolati: alimentazione ad hoc, che non appesantisca, e regolare attività fisica. Divano, biscotti e telecomando non fanno bene a nessuno.

Il vostro bassotto, come ogni altro cane, dovrà passeggiare regolarmente: la passeggiata amplia gli orizzonti, migliora la socializzazione ed è una splendida attività da fare in coppia col proprietario, permette di approfondire il rapporto e vi aiuta ad educare correttamente il vostro cane. Inoltre vi assicura che si muova davvero e non passi la giornata a dormire al sole nel vostro grande giardino per poi darsi alle pazze corse solo quando vi veda tornare a casa o senta passare il proverbiale postino.

I bassotti corrono velocemente, sono molto agili e saltano davvero molto in alto quando vogliono. Certe manovre, però, sono abbastanza rischiose: gli scatti improvvisi, i salti, su e giù dai divani o le corse lungo le scale costituiscono un forte momento di stress per la colonna vertebrale di un bassotto, soprattutto se non ha una struttura muscolare adeguata o tutte le volte che deve superare un dislivello troppo accentuato. Non a caso, i proprietari che conducono a visita il loro bassotto per un sospetto di ernia discale riferiscono spesso di un improvviso dolore con successiva zoppia, quando non immediata paresi, in seguito a salti, corse o scale. Un soggetto non più giovanissimo, magari in sovrappeso e che non fa, di regola, abbastanza moto è il candidato ideale all’ernia discale, anche quando non abbia in famiglia nessun precedente in tal senso.

Questo bassotto è l’esatto parallelo animale del quarantenne sedentario che gioca a calcetto una volta ogni tanto, o va a sciare una volta l’anno, e poi si ritrova un ginocchio fuori uso.

In conclusione, l’accurata selezione del vostro bassotto, un’alimentazione bilanciata e senza troppi extra e l’attività fisica corretta, regolare e costante sono i tre elementi che, insieme, lo terranno in splendida forma molto più a lungo!